Le specie invasive sono piante o animali che non appartengono al luogo in cui l’uomo li ha portati intenzionalmente o accidentalmente.

Effetti: immensi, insidiosi, irreversibili

La IUCN, l’Unione Mondiale della Conservazione, afferma che l’impatto delle specie aliene invasive è immenso, insidioso e solitamente irreversibile. Possono essere tanto dannosi per le specie e gli ecosistemi nativi su scala globale quanto la perdita e il degrado degli habitat.

Centinaia di estinzioni sono state causate da specie aliene invasive. Il costo ecologico è la perdita irrecuperabile di specie ed ecosistemi nativi.

Specie dannose per altre specie

Per esempio, la mangusta minaccia le specie endemiche sulle isole tropicali coltivate a canna. Hanno causato la scomparsa o l’estinzione di molti vertebrati endemici, e continuano a causare danni al bestiame e rappresentano un rischio di malattie. Le volpi rosse europee introdotte in Australia e nelle regioni temperate del Nord America hanno un impatto negativo su molte specie native, compresi i canidi più piccoli e gli uccelli che nidificano a terra in Nord America, e molte specie di roditori e marsupiali di piccole e medie dimensioni in Australia.

Il commercio e le comunicazioni globali in crescita stanno contribuendo direttamente al mescolamento della fauna selvatica attraverso i confini biogeografici.

La crescente consapevolezza dei costi ecologici dell’invasione biologica

Le specie che appaiono in nuovi ambienti possono non sopravvivere, ma spesso prosperano e diventano invasive. Infatti, è probabile che le specie native siano impreparate a difendersi dagli invasori. Questo processo, insieme alla distruzione dell’habitat, è stato una delle principali cause di estinzione delle specie native in tutto il mondo nelle ultime centinaia di anni.

Anche se in passato molte di queste perdite non sono state registrate, oggi c’è una crescente consapevolezza dei costi ecologici dell’invasione biologica in termini di perdita irrecuperabile della biodiversità nativa.

Contare gli invasori

I biologi stanno studiando come questi “invasori” riescono a stabilirsi in nuovi ambienti, in modo da poterli controllare e sradicare, se necessario.

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